What’s your elevator pitch?

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Alzi la mano chi ha già sentito usare questo termine, elevator pitch e sopratutto ne conosce il significato!

Personalmente, non l’avevo mai sentito prima della scorsa settimana, in occasione del settimo appuntamento di VERONA PROFESSIONAL WOMEN NETWORKING, nella splendida cornice dell’Hotel Corte Valier a Lazise (Vr)

VERONA PROFESSIONAL WOMEN NETWORKING

listening to Thievery Corporation – All that we perceive

Un elevator pitch è un breve discorso creato e studiato per risultare interessanti (noi, il nostro progetto, la nostra idea o qualunque cosa vogliamo promuovere) agli occhi del nostro interlocutore, sapendo che abbiamo a disposizione pochissimo tempo per catturare la sua attenzione e per convincerlo che la discussione merita un approfondimento.

“Immagina di aspettare un ascensore, si aprono le porte, entri e ti ritrovi davanti Bill Gates che ti chiede – Tu cosa fai nella vita?”

Sapendo di avere pochissimo tempo a disposizione (Di solito un pitch varia dai 30 ai 120 secondi), che cosa diresti? Quale sarebbe la tua migliore presentazione?

Spesso non ci facciamo caso, ma le occasioni in cui potremmo lasciare un’impressione vincente di noi stessi sono più frequenti di quanto immaginiamo:

  • colloqui di lavoro

  • meeting

  • eventi

  • nuove conoscenze

Diventa quindi sempre più importante avere una risposta pronta all’uso da adattare a seconda delle situazioni e dei nostri interlocutori.

Tuttavia, non è più sufficiente sapersi presentare bene!

In un mondo sempre più connesso, diventa ancora più importante coltivare la capacità di creare delle connessioni tra persone, relazioni basate su interessi reali.

Come fare quindi, per assicurarci una conversazione a due sensi, in modo da stimolare la curiosità del nostro interlocutore e il desiderio di stabilire una relazione?

Dall’evoluzione dell’ Elevator Pitch, nasce quindi l’Elevator Conversation.Mary Wieder Bottaro

Durante la serata, Mary Wieder-Bottaro ci ha accompagnate attraverso questa evoluzione, dandoci alcuni interessanti spunti tratti dallo studio dell’imprenditrice e life coach Sam Horn .

Ricorda, hai solo 60 secondi per convincere o meno una persona,

non cercare di spiegare qual è il tuo business o il tuo progetto:

 

  1. Comincia il dialogo con 3 domande “Lo sapevi che…?” – “Did you know…?”

    Coinvolgi l’interlocutore fin da subito nel tuo discorso, facendogli tre domande “Lo sapevi che…?” che lo conducano a quello di cui gli vuoi parlare e sopratutto che lo incuriosiscano e lo rendano interessato a quello che gli stai per proporre.

  2. Una volta ricevuta la risposta e catturata l’attenzione, invitalo ad immaginare una possibile soluzione.

    Subito dopo proponi la TUA soluzione o meglio la tua USP (unique selling proposition), quello che tu fai/hai che ti contraddistingue dagli altri e che permette alla persona che hai davanti di risolvere un problema o assecondare una necessità.

    Ricordati di usare sempre termini positivi in modo da creare una sensazione di benessere mentre proponi la soluzione, invece che di ansia.

  3.  Hai creato la tua Elevator Conversation

    Se sei riuscito a coinvolgere l’interlocutore nel dialogo, facendo leva su argomentazioni che lo riguardano o lo interessano, proponendogli soluzioni a problemi a cui magari non aveva mai pensato, sarà più facile proporre un incontro successivo o un contatto per approfondire l’argomento.

 

Quindi, quando ti chiedono:

“Tu di cosa ti occupi?”

Non dirglielo …

fai una domanda “Lo sapevi che …?”

o “Hai presente …”

o “Conosci qualcuno che …?”

🙂

 

Se vogliamo avere successo, dobbiamo incuriosire!

If we want to succeed, we must intrigue!

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Clicca qui per il racconto dell’incontro precedente a tema “Rinnovamento”

A presto

Paoly

 

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